
BADANTE DI NOTTE : prestazione e retribuzione.
Assistere una persona durante la notte, non significa semplicemente esserci: significa svolgere una prestazione di lavoro che deve essere correttamente riconosciuta e retribuita.
Il CCNL LAVORO DOMESTICO, valido dal 1° novembre 2025 al 31 ottobre 2028, distingue situazioni diverse:
- Assistenza ad una persona che può avere bisogno di interventi,
- Semplice presenza notturna e possibilità di riposo per la badante.
La distinzione è contenuta negli articoli 10 ed 11 del CCNL e produce degli effetti anche sul piano economico.
L’art.10 disciplina l’assistenza notturna, che è caratterizzata da prestazioni assistenziali notturne discontinue. La fascia oraria è compresa tra le 20,00 e le 8,00.
La badante viene assunta per garantire l’assistenza durante la notte. Non significa che debba lavorare ininterrottamente per 12 ore: la prestazione è discontinua e per le effettive esigenze della persona assistita.
L’inquadramento e la retribuzione variano in funzione delle condizioni della persona assistita e della formazione della lavoratrice, e come sono riportati nella tabella ufficiale del Ministero del lavoro per quanto riguarda il lavoro domestico per il 2026.
L’art. 11 disciplina la presenza notturna: la lavoratrice viene assunta per garantire la presenza nell’abitazione dell’assistito nella fascia oraria compresa tra le 21,00 e le 8,00, ed avere il riposo notturno in un alloggio idoneo.
La differenza tra le due discipline sopra citate è che : la presenza notturna , non dovrebbe essere utilizzata per ottenere, ad un costo inferiore, una lavoratrice che durante tutta la notte svolga oltre all’attività di presenza anche l’attività di assistenza.
La domanda corretta che la famiglia deve porsi è: la badante deve assistere la persona durante la notte oppure deve semplicemente garantire la propria presenza?La risposta determina la disciplina contrattuale applicabile : art. 10 o art.11 CCNL, e di conseguenza anche il trattamento economico.Per la famiglia , non è sufficiente scegliere la soluzione che apparentemente è la meno costosa, ma verificare attentamente che il contratto corrisponda alle esigenze della persona assistita.Per la lavoratrice, la corretta qualificazione del rapporto , oltre ad essere essenziale comporta il giusto riconoscimento del proprio lavoro anche sul piano economico.
